Alcune riflessioni in attesa del manifesto “internet better life”…

Sono passati alcune settimane dalla seconda edizione di ToscanaLab, l’edizione della svolta. Il ToscanaLab della Gipsoteca di Porta Romana, una location così improbabile, impegnativa,  e poco consueta, da risultare uno dei punti di successo dell’iniziativa. ToscanaLab dei Grand Carabs live, band che teneva tempi e ritmi della prima giornata. Quando mai qualcuno meno incosciente di noi aveva pensato di scandire i lavori di un convengo usando una modalità così poco convenzionale? Anche questa scommessa ha funzionato: abbiamo chiuso i lavori di una dozzina di relatori, tutti pezzi da novanta, con meno di 20 minuti di ritardo.

A dir la verità nei giorni precedenti avevamo rilevato un interesse molto elevato per iniziativa: centinaia di post, tweet, commenti; un buzz inequivocabile che preludeva al successo di pubblico, che però ha superato le nostre più rosee aspettative: oltre 500 persone da tutta Italia sono venute “fisicamente” in Gipsoteca e quasi il doppio ha seguito i lavori via web in streaming. Partecipando alla conversazione e contribuendo a rilanciare sui loro spazi social pillole di ToscanaLab in tempo reale.

Personalmente son felicissimo che tante persone siano così interessante al mondo di Internet, del  web2.0, dei Social Media, credo che la chiave per suscitare tanto interesse sia stata il taglio sociologico, culturale, piuttosto che tecnologico.

La tecnologia è certamente il fattore abilitante di questi fenomeni, ma l’aspetto che ci interessava indagare era piuttosto quello antropologico; ci interessava cioè capire gli effetti che Internet e social media possono portare nelle nostre vite. In modo particolare volevamo dimostrare che tali effetti sono talmente positivi da portare significativi miglioramenti in molti aspetti della nostra quotidianità, del nostro lavoro, delle nostre relazioni.

Abbiamo voluto parlare di persone, non di computer.

La comunicazione digitale, interattiva, bidirezionale, “duepuntozero”, sta rivoluzionando il nostro modo di relazionarsi, di informarsi, di divertirsi; sta modificando profondamente i nostri processi di acquisto, i nostri modi di fare e vivere la politica. Ricordate la copertina del Time? You! Ciascuna singola persona che usa la rete in maniera consapevole è leader di questa rivoluzione.

Per questi motivi Fondazione Sistema Toscana, nata per promuovere e valorizzare l’immagine e l’identità culturale della Toscana nei media digitali, ha voluto contribuire al superamento del “digital divide”, inteso non in senso “infrastrutturale”, ma culturale, della creazione cioè di consapevolezza piena delle opportunità messe a disposizione dal mondo della Rete.

Un evento quindi legato alla divulgazione dei valori della Rete, che parte dalla Toscana, ma coinvolge necessariamente il mondo intero. D’altra parte esiste una Toscana digitale che ha mille progetti innovativi legati al mondo del web; esiste una Toscana che con Voglio Vivere Così, la prima campagna al mondo ad aver usato i Social Media come fulcro di una strategia, ha delineato un nuovo modo di fare promozione turistica. Esiste una toscana degli incubatori, della ricerca, dei poli tecnologici. Esiste una Toscana che, di fatto, è già laboratorio digitale d’Italia. Una Toscana che fa del suo stile di vita un manifesto e che vuole dimostrare che grazie ad Internet la vita può essere ancora più etica e sostenibile in una parola: migliore.

Questo evento sarà solo il primo passo di una serie di ToscanaLab itineranti sui territori della Toscana (e non solo), in modo da innescare la scintilla del web per il superamento del cultural divide e far emergere anche le eccellenze locali. In un’ottica glocal, che valorizza il locale, con uno sguardo mondiale. Lo sguardo che solo Internet può dare.

Per rivedere le presentazioni e gli ignite:
www.slideshare.net/toscanalab

Per i contributi video:
www.youtube.com/user/toscanalab